L’Arione alleva cavalli da sella seguendo rigorosamente due linee. La prima è quella del “purosangue orientale”, la seconda quella del “cavallo indigeno orientale”.
La prima linea allevatoriale si basa sulla lunga esperienza maturata negli anni da parte del proprietario dell’azienda in cui è nato l’Arione, ing. Emanuele Nicolosi, che è anche l’attuale Presidente dell'Associazione Nazionale del Cavallo Orientale (ANICO). La seconda linea di allevamento prevede la selezione di ottime fattrici (rigorosamemente di origine autoctona siciliana a fondo orientale) da far accoppiare con stalloni in purezza di .PSO. I prodotti che ne derivano sono cavalli particolarmente adatti al turismo equestre e al trekking, nevrili ma mansueti, equilibrati, armoniosi nella struttura, robusti, resistenti.
Per saperne di più sulle qualità straordinarie del Purosangue orientale leggete l'articolo dedicatogli, pubblicato su Cavallo Magazine, che è riportato qui di seguito.
IL PUROSANGUE ORIENTALE.
(da Cavallo Magazine gennaio 2010 testi di Franco Barbagallo).
Nel Luglio del 2009 è nata l'Associazione Nazionale Italiana Cavallo Orientale (A.N.I.C.O) finalizzata a preservare, tutelare e salvaguardare il cavallo Purosangue Orientale ed il cavallo Orientale, iscritti rispettivamente alla 1^ e 2^ sezione del Libro Genealogico del Cavallo Orientale, e di ideare e organizzare tutte le iniziative dedite alla valorizzazione della razza ed al suo ripopolamento, riunendo tutti gli allevatori accomunati dall'interesse
di preservare l'antico cavallo arabo del deserto. L'Associazione si sta muovendo per sottoporre alla valutazione della World Arabians Horse Organization (WAHO) le nobili genealogie del PSO per ottenere il riconoscimento internazionale della razza. Infatti le registrazioni ufficiali dello stato attraverso lo Stud Book italiano ne hanno certificato la purezza di sangue e, dal 1875 a oggi, sono state registrate allo Stud Book italiano ben 16 generazioni di PSO.
Tutto parte da molto lontano. Parlare di Purosangue Orientale, infatti, significa ripercorrere inevitabilmente la storia della Sicilia, dato che l'allevamento del cavallo arabo ha sempre fatto parte della cultura dell'Isola. Orientali erano i cavalli che vi portarono i greci 2500 anni fa, arabi e berberi quelli condotti, a migliaia, durante la dominazione araba, tradizioni di allevamento proseguite poi sotto la dominazione normanna e confermate dai Borboni del Regno delle due Sicilie con le regie razze di Persano e della Ficuzza, entrambe costruite su una radicata base orientale. Ma le origini ufficiali del cavallo Purosangue Orientale risalgono al 19 Settembre 1875 quando, con decreto nr. 2690, Vittorio Emanuele II Re d'Italia, visti i pareri del Consiglio dell’Agricoltura (sezione ippica) nelle adunanze del 27 e 28 Febbraio 1874, su proposta del Ministro G. Finali, istituisce presso il Ministero dell'Agricoltura, l'Industria e il Commercio il Libro Genealogico dei cavalli di puro sangue, ordinando che detto decreto, munito del sigillo dello Stato, venisse inserito nella Raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia.
Il comitato del Libro Genealogico era composto da Luigi Gregori (Presidente), Giorgio Clerici (Segretario); i membri del comitato erano Federico Frichignono Conte di Castellengo, Gran Scudiere di S.M., il Prof. Antonio Ghiselli, Odoardo Ginistrelli e Augusto Silvestrelli. Essi avevano l'incarico di esaminare tutti i documenti comprovanti la purezza dei cavalli da iscriversi nel libro genealogico (Stud book), e di rilasciarne le relative certificazioni.
Nel Libro Genealogico potevano essere iscritti solo i cavalli e le cavalle di puro sangue nati o importati in Italia. Il libro genealogico comprendeva il puro sangue inglese, il puro sangue arabo,il puro sangue anglo-arabo. Con la denominazione di puro sangue arabo venivano designate le razze orientali, comprese le africane, delle quali doveva essere certificata la provenienza. Le razze originarie erano, l'Asiatica (o Ariana) e l'Africana (o Mongolia); i soggetti iscritti venivano identificati con i termini di purosangue Arabo o Orientale, volendo indicare con quest'ultimo il tipo asiatico. Nel 1880 a Roma, presso la tipografia di G. BARBERA, viene stampato il 1° volume dello Stud Book Italiano dove furono iscritti tutti i cavalli di purosangue nati ed importati in Italia fino ad allora.
Come mai il PSO è arrivato proprio in Sicilia? lo abbiamo domandato all'Ingegnere Emanuele Nicolosi, presidente dell'Associazione: "Il Pso è stato ufficialmente immesso nell’allevamento Siciliano e presso le pubbliche Istituzioni come il Regio Deposito Stalloni di Catania (oggi Istituto Incremento Ippico della Sicilia) come razzatore eletto per la produzione di PSO in purezza, dell’Anglo-Orientale nonché per il rinsanguamento delle cavalle indigene (già a fondo prevalentemente orientale) finalizzato alla produzione di soggetti mezzosangue particolarmente apprezzati dall'Esercito Italiano per l’Arma di Cavalleria e che hanno costituito la base storica del cavallo sportivo italiano”. Il Prof. Fogliata considerava la Sicilia, per il clima e il suolo, come l'Arabia italiana ed indicava il riproduttore Arabo-Orientale come il più adeguato alla prestigiosa produzione ippica della regione. Le razze orientali, infatti, in un'area geografica consona al proprio allevamento, prosperano e garantiscono i più spiccati miglioramenti della produzione equina. Detta area geografica è compresa fra il 36° e il 38° parallelo di latitudine nord e corrisponde esattamente con quella della Sicilia, che garantisce, pertanto, quella tipicità del clima e dell'ambiente affatto simile a quello dell'Arabia. Così, sia prima che dopo l'istituzione dello Stud Book italiano, numerose commissioni governative importarono dall'Arabia stalloni e fattrici orientali, provenienti dalle migliori linee genealogiche del tempo, appartenenti ai ceppi Hamdani, Saglawi, Kuhaylan, e Abayyan. Ebbe inizio in tal modo un'intensa attività allevatoriale che ha interessato, prevalentemente,il regio deposito cavalli stalloni di Catania, ma anche quelli di Ozieri e Persano".
Si può quindi considerare il PSO un cavallo nostro?
Risponde ancora Emanuele Nicolosi: “Certo, basta ricordare che si definiscono razze autoctone quelle che sono state caratterizzate da un controllo riproduttivo per almeno sei generazioni (circa trent'anni), durante il quale si è verificata una certa azione selettiva ed un sufficiente isolamento riproduttivo. Dall'istituzione dello Stud Book Italiano - pubblicato per oltre un secolo e precisamente dal 1880 al1988 - sono trascorsi esattamente 134 anni. Di recente l'UNIRE (Unione Nazionale Incremento Razze Equine), con Decreto Ministeriale n. 3580 del 12 giugno 2008, ha ufficialmente istituito il Libro Genealogico del Cavallo Orientale, dando così definitivo doveroso riconoscendo all'indiscutibile importanza genetica di questa razza ,che ha rappresentato da sempre il miglioratore per eccellenza di tutte le popolazioni equine e la base storica della produzione ippica nazionale del cavallo distinto da sella.”
E’ certamente un successo, ma sembra davvero incredibile che le Istituzioni abbiano ritardato più di vent'anni a dare il giusto riconoscimento al Cavallo Purosangue Orientale di avere la sua corretta collocazione nella prima sezione del Libro Genealogico Italiano del cavallo da sella e ciò nonostante si siano susseguiti innumerevoli interventi, non solo da parte di singoli allevatori e di giornali e riviste, compresa la nostra, ma anche del Presidente e dell’Assessore all'Agricoltura della Regione Siciliana, nonchè dell'Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia.
Il Libro Genealogico del Cavallo Orientale è distinto in due sezioni: la prima è quella del “Puro Sangue Orientale (P.S.O.)”, che comprende i cavalli discendenti dai Purosangue Arabi-Orientali registrati nello Stud Book italiano alla fine del XIX secolo ed i loro incroci con il cavallo Arabo (W.A.H.O.); la seconda del “Cavallo Orientale”, che comprende anche soggetti registrati con percentuale di sangue puro non inferiore al 75% anche provenienti da libri genealogici esteri riconosciuti. Una novità di estrema importanza, scaturita dagli studi genetici sul PSO da parte delle Università di Messina e Catania, incrociati con i risultati di analoghe ricerche dell'Università della California svolti sui Purosangue Arabi americani, è quella che la matrice genetica del Purosangue Orientale allevato in Sicilia appartiene a quella del tipo Kuhaylan Krush. Un'altra lunga storia!
È ancora Emanuele Nicolosi a raccontarcela: "La dott.ssa Bowling dell'Università della California ha analizzato il DNA microcondriale di 200 cavalli arabi, appartenenti all'Arabian Horse Registry of America. Ha studiato la diversità matrilineare dell'89% dei cavalli registati negli USA, prendendo in esame le linee materne di cavalle provenienti dal medio oriente, acquistate nella seconda metà del XIX secolo da tribù nomadi beduine e quindi registrate nel libro genealogico del cavallo arabo americano (AHRA) fondato nel 1908. Sono stati identificati un totale di 27 aplotipi (ceppi). Tra questi la Bowling ha identificato l'aplotipo “U”, riconducibile alla fattrice Dafina appartenente alla varietà Kuhaylan Krush. Orbene, l'apotiplo “U” è lo stesso e, peraltro, l’unico identificato dalle Università siciliane nel nostro PSO tramite analisi a livello cromosomico mediante l'uso di marcatori microsatelliti e a livello del DNA mitocondriale che si riferiscono esclusivamente all'eredità di tipo materna. Per questa nostra razza i dati genealogici rivelano un alto coefficiente di consanguineità, purtuttavia i valori di eterozigosità sono risultati più alti di quelli riscontrati in altre razze, europee e asiatiche, a rischio di estinzione. Un dato estremamente positivo che fan ben sperare per il futuro del PSO".
E chi era mai questa Dafina?
Emanuele Nicolosi ci dice: “Andiamo per ordine: come già detto, il Kuhaylan Krush è uno dei piùi mportanti stipiti (famiglie) del cavallo Arabo di puro sangue insieme al Saglawi,Abayyan, l’Hamdani e l’Hadban. Questo ceppo proveniva dalla tribù siriana Muteyr. Storicamente erano, infatti, le diverse tribù che selezionavano, per proprio conto, dei particolari fenotipi (aspetto e forma esteriore del cavallo). Lady Anne Blunt, fondatrice del famoso Crabbet Arabians Stud in Inghilterra, si recò più volte in Siria per acquistare cavalli del deserto e vi è notizia che sua figlia ebbe a comprare, nel 1927, la cavalla Dafina dalla tribù Muteyr i cui discendenti hanno in comune l'apotiplo “U”. Per quanto sopra la matrice genetica del PSO allevato in Sicilia non si può far risalire direttamente dalla fattrice Dafina ma, poichè appartengono allo stesso ceppo Kuhaylan Krush, i soggetti PSO oggi allevati provengono sicuramente dalla stessa culla di origine. Dalle iscrizioni fatte storicamente nello Stud Book italiano è stato possibile risalire documentalmente ai luoghi di provenienza delle fattrici e degli stalloni importati i cui discendenti sono attulmente iscritti al Libro Genealogico del PSO, scoprendo così che molti dei soggetti di PSO - già iscritti nello Stud Book italiano e progenitori della attuale produzione - risultano essere stati importati proprio dalla Siria ed essere altresì appartenenti al ceppo Kuhaylan Krush.”Questa prova documentale conferma scientificamente l'autenticità delle registrazioni ufficiali dello Stud Book italiano e i rigorosi ed efficaci criteri di selezione e allevamento adottati fin dal 1875 dagli allevatori siciliani.
Il nostro paese, infatti, già nel passato è stato sede di importantissimi allevamenti di cavalli del tipo arabo-orientale, basti pensare che nel 1870, circa 150 cavalli di Puro Sangue Arabo-Orientale dell'allevamento reale di San Rossore, furono inviati da S.M. Vittorio Emanuele II a S.A. Abbas Pachà in Egitto, dove un'epidemia aveva decimato i cavalli arabi dell’importante allevamento egiziano (è possibile riscontrare questo dato ufficiale nel 1° volume dello Stud Book italiano edito nel 1880, dove sono stati registrati tutti i cavalli di purosangue importati e nati in Italia fino ad allora).Gli attuali soggetti di Purosangue Orientale Siciliano si sono mantenuti sostanzialmente identici ai loro capostipiti poiché l'ambiente, la posizione geografica, la morfologia del territorio, il clima, le risorse alimentari e l'isolamento riproduttivo sono stati determinanti nel mantenimento della tipicità della razza. Ecco perché,infatti, oggi sentiamo parlare di purosangue arabo egiziano, polacco, russo, o spagnolo. Ciò conferma ancor più l'originalità del ceppo siciliano che si è sviluppato in un contesto ambientale identico a quello originario. I criteri di registrazione e di selezione stabiliti nello Stud Book italiano hanno permesso inoltre di mantenere, fino ai nostri giorni, un prezioso nucleo di soggetti di Purosangue Orientale del ceppo originario che, perfettamente acclimatati nell'ambiente siciliano con oltre 135 anni di selezione e allevamento, costituiscono oggi, senza tema di smentita, la più antica ed unica razza italiana in purezza di ceppo autoctono. Scusate se è poco!
SCHEDA SUL PSO.I PSO registrati sono oggi meno di 200 esemplari. Di questi, circa 150 soggetti sono allevati in Sicilia e soprattutto nelle provincie di Catania, Palermo, Enna e Messina.
Il Purosangue Orientale è un cavallo di tipo mesomorfo e meso-dolicomorfo. Esso è caratterizzato da una splendida armonia delle forme, sobrio, rustico e resistente, è dotato di coraggio ed equilibrio ed ha un temperamento particolarmente vivace e brillante, pur avendo carattere mite. Le sue andature sono sempre eleganti, ampie ed elastiche; la testa è piccola con fronte larga, il profilo rettilineo o leggermente camuso, le ganasce ben marcate e ben distanziate, le narici ampie; gli occhi grandi, vivaci ed espressivi; le orecchie piccole; il garrese corretto secondo il tipo; il collo di giuste dimensioni, e perfettamente attaccato alla testa ed al tronco; la spalla ben muscolata, petto largo, torace ampio e profondo; il dorso dritto, groppa larga con sviluppate fasce muscolari; gli arti robusti, caratterizzati da articolazioni spesse, con tendini asciutti e ben rilevati; lo zoccolo duro, compatto, uniformemente liscio, con talloni correttamente sviluppati; la coda attaccata alta e portata con estrema eleganza; l'altezza, generalmente compresa tra mt. 1,45 e mt. 1,55, può raggiungere a volte la misura di mt. 1,60; i mantelli grigio, sauro o baio, sono spesso caratterizzati da riflessi con lucentezza metallica. Il PSO si presta ad un uso polivalente. Ha, infatti, ottenuto eccellenti risultati nelle competizioni sulle lunghe distanze (Endurance); l'elasticità dei movimenti e l'incredibile equilibrio lo rendono inoltre un ottimo cavallo da Dressage; grande versatilità è garantita da meticcia mento per la produzione di soggetti anglo orientali che si distinguono nelle prove di salto ostacoli, nel completo, nel fondo e nelle corse in piano; viene inoltre efficacemente utilizzato per il rinsanguamento della produzione comune indigena siciliana alla quale conferma la notevole rusticità trasmettendo ed imprimendo una ineguagliabile elasticità, forza ed equilibrio.
Per quanto riguarda le competizioni sulle lunghe distanze, le prime sperimentazioni dei soggetti di questa razza hanno dimostrato le loro eccezionali qualità con tanti i piazzament, solo due dei più prestigiosi sonoi:
- 1° classificato cat. 60 Km Trofeo Unire di Endurance 2009 per lo stallone Purosangue Orientale Visconte di Ambelia del 2004, di proprietà del Sig. Nuccio Coco e condotto da Rosario Piro;
- 1° classificato cat. 90 Km Trofeo Unire di Endurance 2009 sulla 90 Km per Turandor di Valleverdi, femmina del 2002 di derivazione Anglo Orientale, di proprietà del Sig.Giovanni Casamento e condotta dalla figlia Annamaria;
Il Pso ed i suoi derivati sono, poi, straordinari soggetti da turismo equestre. Chi, come me, ha avuto il piacere di poter godere la natura siciliana in groppa a soggetti di questa razza, ne ha apprezzato soprattutto la mitezza del carattere, la docilità e la incredibile leggerezza nei comandi, nonché la facilità di addestramento con i metodi non coercitivi. Si muovono davvero in punta di redini, sempre pronti a "scatenare" la loro velocità solo se lo si vuole davvero e capaci di mantenere tranquille cadenze di canter ...all'infinito!




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