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Ed Dabney e le sei chiavi dell'armonia ITA

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Introduzione alle “Sei chiavi dell’armonia” di Ed Dabney.
Con l’insegnamento a cavalli e cavalieri delle “Sei chiavi dell’armonia” di Ed Dabney, nel nostro centro equestre noi perseguiamo la costruzione di un ponte di comunicazione fra voi e i cavalli per instaurare con loro armonia, rispetto e fiducia.

Chi è Ed Dabney.
È il famoso trainer equestre americano che ha sviluppato il metodo delle “ Sei chiavi dell’armonia” per stabilire comunicazione e leadership fra cavallo e cavaliere L’apprendimento di questo metodo permette di addestrare il proprio cavallo con leggerezza, armonia per poi potergli far praticare al meglio il trekking, il salto ad ostacoli, il dressage, l’endurance o qualsiasi altra disciplina equestre.Il suo curriculum è impressionante. La sua famiglia alleva cavalli da cinque generazioni. Ha vissuto molti anni in Wyoming allevando e addestrando cavalli da lavoro per un famoso ranch. Ha guidato innumerevoli viaggi a cavallo nelle montagne Rocciose americane con cavalieri provenienti da tutto il mondo.Ha lavorato nel cinema come addestratore di cavalli per film western e sulla guerra civile americana. Ha partecipato come caratterista a cavallo in numerosi film western,l’ultimo dei quali “The Patriot” con Mel Gibson.Si è poi trasferito in Georgia in un grande ranch per addestrare cavalli per i suoi clienti e per diffondere il suo metodo delle “sei chiavi dell’armonia”. Ha vinto il "2007 EAST COAST Trainers Championship" (come vincere la Coppa dei campioni dei trainer di cavalli ). Svolge clinic in molti stati americani, in Svezia, Finlandia, Francia, Inghilterra e Italia.

Cavalli irrispettosi? Come insegnare loro le buone maniere?
C’è una grande differenza fra l’essere solo un buon cavaliere e diventare anche un buon “uomo, o donna, di cavalli”. Troppo spesso, infatti, capita di vedere grandi squilibri nel rapporto fra cavalli e cavalieri. Ci sono molti ottimi cavalieri che vincono anche medaglie e trofei nelle più varie specialità dell’equitazione sportiva o che fanno lunghi viaggi a cavallo nella natura ma, ad esempio, quando scendono dalla sella e portano il loro cavallo con capezza e lunghina hanno un sacco di problemi: il cavallo tira da una parte e dall’altra, sopravanza il cavaliere, si blocca per brucare l’erba, se il cavaliere si ferma il cavallo prosegue o gli viene addosso. Poi magari il cavallo non vuole salire nel trailer, oppure non vuole stare fermo mentre gli si monta in sella, quando gli si vuole mettere la briglia alza la testa a bandiera e cerca di spostarla a destra e sinistra per evitarla. Oppure, addirittura, morde, scalcia, invade lo spazio del suo padrone, magari pestandogli anche i piedi. Molti cavalieri spesso accettano questi comportamenti scorretti come inevitabili, come parte del “carattere” del cavallo, delle sue ineliminabili abitudini, o perché pensano siano caratteristiche comportamentali che “appartengono a una certa razza o sesso del cavallo”. Oppure cercano di eliminare questi e tanti altri inconvenienti con l’uso della coercizione e della violenza. Tutto ciò è sbagliato.

 

Comunicazione e leadership.
Tutti noi amiamo i nostri cavalli e vorremmo avere un buon rapporto con loro sempre e in ogni occasione. Per riuscirci servono due cose: comunicazione e leadership. Se un cavallo ha un leader in cui egli ha fiducia e che rispetta, starà molto più sereno e in pace con voi e con se stesso. Se voi diventerete il tipo di leader che il cavallo che montate potrà rispettare e di cui potrà avere fiducia, sarà pronto per imparare a fare ciò che voi volete insegnargli e vi rispetterà. Come si può diventare un leader con i cavalli con i quali si ha a che fare e come si può insegnare loro a eseguire senza problemi i comandi che gli impartiremo insegnandogli a essere rispettosi?
La risposta è: attraverso l’applicazione del metodo delle “SEI CHIAVI DELL’ARMONIA” che noi utilizziamo per istruire i cavalli nostri, quelli dei nostri clienti e dei cavalieri che vogliono effettuare viaggi ed escursioni a cavallo con noi.
Alla base di qualsiasi specialità dell’equitazione, sia essa il trekking, il dressage, il salto ostacoli, l’endurance, ci deve essere un perfetto controllo del cavallo sia da terra sia dalla sella. Per ottenere ciò si deve costruire un ponte di comunicazione fra uomo e cavallo per dargli leadership e segnali precisi che egli possa comprendere per ottenere in cambio armonia, rispetto, fiducia, apprendimento ed esecuzione di ciò che vogliamo insegnare al cavallo.
Per insegnare a qualcuno a fare qualcosa, dobbiamo sapergli spiegare bene cosa noi vogliamo che faccia e cosa NON vogliamo che faccia. Per spiegare e insegnare fare qualcosa a un cavallo, dobbiamo quindi instaurare fra noi e il cavallo un linguaggio comune, che gli risulti comprensibile. I cavalli non possono certo “imparare l’italiano”. Stà a noi, esseri pensanti e intelligenti, fare in modo di dare al cavallo dei segnali chiari e comprensibili utilizzando un linguaggio che essi possano capire.Il metodo delle “sei chiavi dell’armonia” che noi utilizziamo per dialogare con i nostri cavalli per spiegare loro cosa devono fare e cosa non devono fare, scaturisce soprattutto dallo studio approfondito del comportamento del cavallo selvaggio in natura, (il cavallo selvaggio è un animale gregario che vive in mandrie), dal suo comportamento in un ambiente controllato come quello di maneggi, box, stalle e scuderie ma anche dall’osservazione, l’apprendimento e un esame critico delle diverse e varie tecniche utilizzate nel passato da popolazioni come quella degli indiani d’America, grandi cavalieri e addestratori di cavalli, e da noi europei che da duemila anni usiamo il cavallo come mezzo di trasporto, da guerra, da sport e da viaggio.
Dall’osservazione del cavallo selvaggio in natura si è compreso che, fra di loro, i cavalli “parlano” utilizzando un vocabolario costituito da tecniche di visualizzazione, linguaggio corporale, pressioni, rilasci, focalizzazioni d’energie. Utilizzando anche noi queste stesse tecniche di comunicazione possiamo presentare le nostre richieste al cavallo in modo che lui possa comprenderle e accettarle gradualmente.
Come abbiamo accennato, il cavallo è un animale gregario ed è un animale predato (da altri animali selvaggi predatori e dall’uomo). In ogni mandria di cavalli c’è sempre un solo cavallo leader che prende per tutti le decisioni importanti: la direzione da prendere per raggiungere le fonti di cibo e di acqua, la velocità d’assumere per questi spostamenti o per scappare in caso di pericoli. È sempre il leader, infatti, che sopravvede alla sicurezza dell’intera mandria. Questo cavallo leader non è, come si potrebbe presumere, lo stallone. È sempre una femmina anziana. È lei che ogni volta decide “dove si va” per pascolare e per bere, “a quale velocità ci si va”. È lei, cavalla leader, che decide se ci si può fermare a brucare in sicurezza, che decide di spostarsi al passo o al trotterellino da un luogo all’altro in condizioni normali, di allontanarsi velocemente se ci sono condizioni di pericolo. È questa leader che, mentre gli altri pascolano, si guarda intorno e si accerta che non ci siano predatori in giro e, se ne vede uno, sarà sempre il leader a indicare alla mandria la direzione in cui scappare e a che velocità farlo.
Se noi, attraverso le “Sei chiavi dell’armonia”, diventeremo il leader di quella piccola mandria che si forma fra un uomo e il cavallo che vuole montare, il cavallo penserà ”ecco, ho il mio leader: è lui a decidere per me la direzione dove andare, la velocità a cui devo andarci e penserà lui al mio cibo, alla mia acqua da bere e alla mia sicurezza”. Se egli riconoscerà quindi in noi un leader affidabile e sicuro di se, il gioco sarà fatto, il cavallo si affiderà a noi. Con l’applicazione delle “Sei chiavi dell’armonia” avremo un metodo per stabilire la nostra leadership, insegnare a un cavallo non addestrato a fare ciò che vogliamo, eliminare i comportamenti sbagliati di un cavallo addestrato male. Tutto ciò perseguendo sempre armonia e leggerezza.


Per tutti i cavalli?
Questi concetti valgono per tutti i cavalli, indipendentemente dall’età che possono avere e dalla loro razza. Anche con cavalli che hanno avuto delle brutte esperienze con l’uomo, che sono stati domati e addestrati con violenza o che sembrano intrattabili, si possono ottenere buoni risultati con tempo a disposizione, capacità e pazienza. Con le “Sei chiavi dell’armonia” si possono insegnare a un qualsiasi cavallo tutte le basi essenziali e indispensabili di educazione e rispetto, mobilità e comportamento da terra e dalla sella per poter diventare, solo poi, un cavallo da trekking, da salto, da dressage, da endurance, da attacchi. Con l’apprendimento delle “Sei chiavi dell’armonia”, è come se un cavallo prima andasse a frequentare le elementari, le medie e le superiori per poi iscriversi a una delle diverse facoltà universitarie e specializzarsi. Non si tratta quindi di “monta inglese, western, maremmana o … mongolica”. Si tratta di costruire le basi, le fondamenta di un qualsiasi cavallo, di una qualsiasi razza, per qualsiasi specialità lo si voglia utilizzare o già lo si utilizzi.

 

In cosa consistono le sei chiavi dell’Armonia?
In sei esercizi base e alcuni altri sotto-esercizi che si insegnano al cavallo prima con il cavaliere a terra e poi con il cavaliere in sella.
1 “Backing” : indietro.
2 Controllo dei quarti posteriori che si divide in quattro esercizi.
2 A. Guarda e punta.
2 B. Pollice.
2 C. Flessione laterale.
2 D. Disimpegno dei quarti posteriori.
3 Ceduta della spalla.
4 “Mandare” il cavallo in circolo.
5 Il Twist.
6 Passo laterale.
Tutti gli esercizi si insegnao e si praticano prima da terra e poi in sella.

1 Backing”: andare indietro.
È l’esercizio più importante, fondamentale: si insegna al cavallo ad andare indietro con un leggerissimo movimento della corda, da terra, e delle redini montati. Il backing sarà poi il segnale per dirgli: “vai indietro” quando noi vogliamo che vada indietro per una qualsiasi ragione e anche dirgli: “questo non si fa”

 

 

.2 Controllo dei quarti posteriori.
Di divide in 4 esercizi:

2A. Il primo è il “Guarda e punta”: con questo esercizio si insegna al cavallo a spostare i quarti posteriori a destra e sinistra senza che muova gli anteriori.

 

 

 

 

 

 

2B. Il secondo è il “Pollice”. Posizionando il pollice con leggerezza dove poi lo si toccherà con la gamba una volta in sella, gli si insegna a spostare il posteriore a destra e sinistra non appena lo si tocca nello stesso punto con la gamba una volta in sella. Ciò permetterà anche di girare da una parte o dall’altra spostando solo il posteriore, con gli anteriori fermi.

 

 

 

 

 

 

2C. Il terzo è la “flessione laterale”. Con questo esercizio si insegna al cavallo a piegare la testa a destra e sinistra senza muoversi in avanti, senza girare in circolo.

 

 

 

 

 

 

 

2D. Il quarto è il “Disimpegno dei quarti posteriori”. Con questo esercizio gli si insegna a incrociare il posteriore al tocco della gamba dietro e, così, a disimpegnarlo. In questo modo si ottengono due scopi all’occorrenza: si “spegne” il motore del cavallo, gli si fa spostare il posteriore e lo si fa girare anche in poco spazio con un semplice tocco.

 

 

 

 

 

 

3 Ceduta della spalla.

Si insegna al cavallo a muovere le spalle a destra e sinistra.

 

 

 

 

 

 

4 “Mandare” il cavallo in circolo.
Attenzione, questo esercizio non ha nulla a che vedere con il far girare il cavallo alla corda in circolo. Con questo esercizio il cavallo impara ad andare nella direzione in cui noi lo “mandiamo”(sul sentiero, nel box, nel trailer, nel paddock) e a fare , poi, delle transizioni dal passo al trotto al canter e viceversa, fino a fermarsi, seguendo SOLO i nostri messaggi corporali e l’energia che gli trasmettiamo. Quando saremo poi in sella questo ci servirà anche per comandare le andature del cavallo con la nostra energia e basta.

 

 

Il Twist.

Con questo esercizio, in cui si utilizza un palo disteso a terra posto vicino alla staccionata, si combinano gli esercizi precedenti in sequenza in modo che il cavallo ne veda un applicazione pratica lungo un percorso stabilito e li ripeta fino ad acquisire coordinamento e automatismi.

 

 

 

 

6 Passo laterale.

Con questo esercizio si insegna al cavallo a muoversi lateralmente imparando a piegare le sue costole, dapprima facendolo lavorare di fronte a una staccionata, per poi insegnargli a farlo sempre, anche quando davanti non ha un ostacolo e noi siamo in sella

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Novembre 2011 17:04

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